lunedì 6 gennaio 2014

"Il segreto" - Anticipazioni dal 6 al 10 gennaio



La telenovela Il Segreto presenta, nelle seguenti anticipazioni sulle trame dal 6 al 10 gennaio, sorprendenti novità sulla triste vicenda del piccolo Martin il poliglotta e dei risvolti che avrà sull’amore tra Pepa e Tristan (ma soprattutto Pepa e il suo ridicolo nome). Per gli altri personaggi, comunque, non mancheranno i colpi di scena e amici dai nomi buffi.
I due giovani amanti Pepa e Tristan avranno delle brutte sorprese circa la scomparsa di Martin il poliglotta, quando verrà ritrovata la giacca del piccolo nella gola di un lupo e tutti penseranno al peggio. Ma Tristan ricorda a Pepa che la giacca la comprò ai saldi, quindi fecero comunque un piccolo sospiro di sollievo. Pepa non vorrà crederci e sconvolta, inizierà a litigare con Tristan, che rincarerà la dose chiamandola peppa Pig per ripicca, compromettendo così il loro rapporto specialmente quando l’uomo si confiderà della cosa con la dottoressa Casas. Pepa comunque cercherà di farsene una ragione e durante la commemorazione del piccolo Martin si lascerà andare a sconvolgenti rivelazioni, tipo quella che fin'ora tutti hanno dei nomi ridicoli.

Donna Francisca, alle prese coi problemi di gonorrea ma anche con Pedro che la deluderà a letto presentandosi in calzini neri e canotta bianca (a lei dedicata), scoprirà che in paese è arrivato un certo Olmo, un misterioso compratore, e cercherà di farselo amico mostrandogli le poppe in penombra. Olmo, alla vista delle poppe non ragiona più e compra vicolo Corto pagandolo come parco della Vittoria. Tra gli altri personaggi della telenovela il Segreto spicca la vicenda di Raimundo, accusato da un certo Eulaio di non essere il padre di Emilia, bensì la madre. Soledad, invece, presenterà a Ramiro i suoi numerosi fratelli e tutti insieme si faranno una canna al suono di un brano suonato da loro stessi. I famosi Fratelli di Soledad.  


venerdì 20 dicembre 2013

Sulla punta della lingua, ovvero: I titoli dei film che non ricordate, arronzati alla meglio per far capire di che film si tratta


Il cinema è una gran bella cosa e ancor più lo sono i film e ancor più lo sono i titoli dei film. Ci sono dei titoli però che proprio non mi entrano in testa e ogni volta sbaglio a pronunciarli.
Metti ad esempio il film di Martin Scorsese “Hugo Cabret” che quando ho comprato il bluray 3D e dovevo chiederlo all'esercente ho sparato vari nomi prima di azzeccarlo. Parte quindi da oggi una nuova rubrica. I titoli dei film che non ricordate, arronzati alla meglio per far capire di che film si tratta.


HUGO CABRET di Martin Scorsese (Hugo)
Ugò caprétt
Ugo e la capretta magica in 3D
Victor Hugo
You go cabré
Sugo di capra
Ugo Cabrè
Ugò Cabré alla fermata dell'autobus
Quello di Scorsese in 3D

La città incantata
La città incazzata di Miyazaki

Arancia meccanica
Mela cotogna
Banana flambè

Il nome della rosa
In nome della Rosa
"Il nome della Rosa?" - "Rosa"
In nome della legge

Pomodori verdi fritti alla fermata del treno
Facioli alla scoreggiona nel letto di mia nonna

Heat. La sfida
Eat. La cena

Mulholland drive
Mullolan dry
Muller
Island Empire
Quello di David Linch che non si capisce un cazzo

SAW L'enigmista
SUV il fuoripista
SOAP l'igienista
SOUP la zuppa giapponese
Chi sei? So' l'enigmista

Cattivissimo me
Il cartone dello stronzo incommensurabile

lunedì 2 dicembre 2013

Contributi d'autore (il video)

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Durante la scorsa edizione di PiùLibriPiùLiberi, fiera della piccola e media editoria tenutasi a Roma nel dicembre 2012, Carolina Cutolo (Scrittori in Causa) e Andrea Coffami (Scrittori precari) hanno realizzato una serie di interviste a editori, tutti (o quasi) a pagamento, a proposito della discutibile prassi di mettere il rischio imprenditoriale sulle spalle degli autori chiedendo contributi economici alla pubblicazione.
Il video che segue, raccoglie le argomentazioni con le quali gli editori giustificano una prassi palesemente in contrasto con l’art. 118 della legge sul Diritto d’autore (633/1941), che definisce il contratto di edizione come “Il contratto con il quale l’autore concede ad un editore l’esercizio del diritto di pubblicare per le stampe, PER CONTO E A SPESE DELL’EDITORE STESSO, l’opera dell’ingegno”.

mercoledì 20 novembre 2013

Masterpiece e i nuovi format letterari della Rai

Dai, diciamocelo: Masterpiece è una figata pazzesca. Un programma totalmente surreale che nemmeno i Monty Phyton e Maccio Capatonda sarebbero riusciti a immaginare. Sembra la caricatura del format di uno dei tanti talent show in onda nelle tv generalistiche. Lo amo alla follia. E sono serissimo!

Recensione di Masterpiece: Casi umani di ogni età che scrivono romanzi invece che andare dallo psichiatra (del resto se non sei un caso umano che cazzo scrivi a fare?). Massimo Coppola e la sua irresistibile allegria intellettuale. Il giurato che tenta di arrabbiarsi come fosse Gordon Ramsay che assaggia una polpetta al sapore di merda. Riprese devo dire molto fighe (un misto tra stile mtv, Garrone e Real Time ma con un pizzico di clima da silenzio da biblioteca). Prove dei concorrenti senza l'utilizzo di uova e farina. Format già visto ma che secondo me funziona e annulla totalmente la letteratura, tanto da esaltare la retorica dello scrittore, rendendola piatta al livello di un cartone animato per bambini visto da un ottantenne. In buona sostanza: Amo questo programma senza se e senza ma. Lunga vita al re e dio salvi la regina.

Sull'onda del successo mediatico di Masterpiece (che ha portato ben il 5% di share su Rai3) sono già pronti nuovi format tv, dove la letteratura farà da padrona, la scrittura da serva e la lettura da schiava.

Leggendo con le stelle”
Personaggi famosi ormai in declino e vicini alla morte psicofisica, leggeranno brani dei classici della letteratura russa mentre saranno intenti nel ballare la samba o il valzer. Una giuria di ex calciatori zoppi giudicherà le loro esibizioni.

Tale e quale”
Amadeus, Marco Baldini, la figlia di Claudio Villa e Gabriele Cirilli si maschereranno da Italo Svevo, Alessandro Manzoni, Pulsatilla e Stephen King riscrivendo in diretta le pagine dei loro maggiori successi. Presenta in studio Carlo Conti vestito da Dante con tanto di alloro in testa. Giudici di gara: Loretta Goggi, Giorgio Faletti e quella di Cinquanta sfumature di grigio col traduttore bono e omosessuale soprannominato simpaticamente da Cirilli ”tre alla volta”.

Superclassifica Show”
Il dj Super X presenta la top 50 dei libri più letti in Italia a suon di musica house. Purtroppo la classifica partirà dalla trentottesima posizione e sarà sponsorizzata dalle Edizioni Il Filo.

Editors a tutti i costi”
Cinque editors omosessuali modellano a loro piacimento il romanzo sciatto e retorico del concorrente in gara. Un viaggio attraverso correzioni di bozze, refusi, errori grammaticali e impaginazioni sballate, fino alla pubblicazione del libro. Riuscirà il concorrente a pubblicare il suo romanzo rivolgendosi esclusivamente a editori No EAP, senza ricorrere alla facilitazione dell'editoria a pagamento? Potrà pubblicarlo in Italia o sarà costretto ad arrivare fino a Pechino?

Io leggo”
Piccoli bambini reciteranno poesie e filastrocche assistiti da personaggi famosi. Nella prima puntata la piccola Francesca di soli sei anni declamerà i testi erotici di Salvatore Di Giacomo, assistita da Federico Salvatore. La giuria sarà composta da Pippo Baudo, Sandra Milo e Carmine Schiavone in collegamento da un luogo segreto nei pressi di Gaeta.

Uomini e donne”
Aspiranti scrittrici e scrittori si conoscono in studio, si studiano, si inviano lettere d'amore, escono insieme per un aperitivo, partecipano a reading, parlano di letteratura e alla fine scopano in uno squallido motel, per poi confessare che amano scrivere esclusivamente per rimorchiare.

Le piccole differenze”
Politica e poesia si miscelano in questo nuovo format tv dove vengono analizzate le vite dei politici italiani che contemporaneamente hanno fatto la storia della letteratura. Nella prima puntata Filippo Tommaso Marinetti a confronto con Sandro Bondi. Ci sono differenze stilistiche? Quali? Entrambi amano le donne ma entrambi leccano il culo al loro capo. E' solo questo che li accomuna? “Le piccole differenze”: Poesie immortali scritte da uomini mortali (il primo è andato, attendiamo Bondi ora).

Misteri”
Puntata speciale per capire come mai i libri di Fabio Volo e Bruno Vespa risultano essere i più venduti in Italia. Perché le librerie inondano con pile di libri le vetrine e i percorsi tra i vari scaffali? Interviste speciali, servizi mozzafiato e cani che pisciano nei parchi. Inoltre: una banda di rapinatori che utilizza l'arma del reading per addormentare le vittime e derubarle. E' il prezzo della cultura o è una truffa? E voi, al loro posto cosa avreste fatto? Amanda, 24 anni di Torino si eccita solo leggendo libri di Umberto Eco. Cosa c'è che non funziona nella sua vagina? Un'intervista esclusiva alle sue grandi labbra. Domenica su Italia Uno.

venerdì 13 settembre 2013

Papa Francesco al centro sociale Intifada

"Riteniamo essere mature le condizioni per un incontro pubblico. Vorremmo invitarVi a incontrare la Comunità del nostro territorio". A scrivere è il centro sociale Intifada, mentre il destinatario dell'invito è papa Francesco. "Vi esprimiamo l'ammirazione e il rispetto che ha suscitato in noi l'operato che state svolgendo. Le Vostre dichiarazioni, i gesti che avete compiuto sino ad oggi, hanno ridestato la nostra attenzione nei confronti dell'operato della Chiesa, dal quale ci sentivamo estranei e lontani (...) La nostra laicità e i nostri valori ci permettono di inoltrarVi questo invito. Restiamo in attesa di un Suo riscontro".

Bene, non vedo l'ora di vedere Roma tappezzata da questi poster


mercoledì 28 agosto 2013

Il paese di Bengodi



Sei nel silenzio di un sasso, 
mentre martelli lo stesso il tuo ritmo
lascio e non raddoppio, 
come l'oppio in una cartina di Roma
buona salsa in salamoia, 
se deve morire muoia il senso di colpa 
con tutti i figli suoi
con tutti i fogli sparsi per il mondo. 
In fondo in fondo siamo in un pozzo
ci siam persi nel buio di uno stagno 
che descrivono come un mare di opportunità,
ma alla tua età sei già anziano e se ti ringrazieranno, 
ti daranno al massimo un anno di lavoro
senza contributi, tu ti abitui ma ci vogliono muti, 
sudi ma i ludi sono finiti da un pezzo
altro che amico, ci vorrebbe un attrezzo.
continuo e chiedo un passaggio fino allo stretto di una cruna, 
la duna col vento rimarrà sempre lontana, 
è un'altalena a volte vuota, 
a volte dove ci sta seduta una donna anziana 
al sesto mese di gravidanza che incurante danza.


Dal libro di poesie "NE PRENDO ATTO" di Angelo Zabaglio e Andrea Coffami (Bel-Ami Edizioni 2013)

domenica 25 agosto 2013

Il corvo parlante



































Cosa diavolo sta dicendo il corvo malefico? Scoprilo e invia la risposta a angelozabaglio@libero.it 
se ci hai azzeccato vinci una cosa.

domenica 28 luglio 2013

Adolf Hitler in Real Time




Ovvero: Se Adolf Hitler avesse trovato un produttore, il mondo avrebbe conosciuto il dramma dell'olocausto? Ci risponde in studio Giuseppe Nori, autore del saggio "Hitler in Tempo reale" edito da Fangando.

venerdì 26 luglio 2013

Diffidare ancora dalle imitazioni



Allora, cosa accade di nuovo?! Accade che nel suddetto BLOG e in contemporanea sulla mia pagina di FANPAGE, in data 18 aprile 2013 pubblicai una nuova supercazzola in stile “La rotta verso casa” (leggi la pagina Diffidare dalle imitazioni) anticipando questa volta la preparazione del nuovo film di Quentin Tarantino che avrebbe avuto come protagonisti Lino Banfi, Pippo Franco, Edwige Fenech e altre star della commedia sexy all'italiana.

Ma cosa accade?! Accade che l'articolo (rimanipolato dal giornalista di Libero, Giovanni Luca Montanino) appare anche su DAGOSPIA e stile valanga la voce si sparge in rete. 

Questa volta, a differenza dell'articolo che scrissi per Pupi Avati che mi causò una diffida con conseguente pagamento di eventuali spese processuali per i “gravi danni causati” e un po' di coliche nervose, ho inserito il mio scoop/bufala nella sezione “Le azioni di cita”. 
Un po' come le scritte in minuscolo sotto gli spot dei farmaci, chi cliccherà sulle note legali leggerà quanto segue: Chiarisco espressamente e formalmente che tutte le notizie inerenti alle sezioni "Le azioni di cita" sono frutto di una mia pura invenzione, nonché prive di qualsivoglia fondamento fattuale. Ogni riferimento a fatti, persone, cose e luoghi esistenti è da considerarsi puramente casuale e al fine umoristico e satirico”.

Evidentemente il giornalista di Libero non ha letto questa pagina, ma se anche fosse, se anche avesse letto il mio articolo su fanpage, avrebbe dovuto comunque accertarsi della veridicità della fonte. Sulla pagina c'è il mio contatto facebook, il mio indirizzo e-mail. Insomma se avesse voluto, avrebbe potuto contattarmi e gli avrei detto. “Ma guarda che è una bufala! Pensi veramente che Quentin Tarantino abbia detto quelle frasi?”.

È come se io leggessi un articolo di Tizio Sempronio sulla condanna di Berlusconi a 6 anni di lavori socialmente utili, ricopiassi parte dell'articolo e poi pubblicassi l'articolo su un altro giornale. Un po' assurdo. Non trovate?

Fatto è che altri “giornalisti” riprendono la notizia, ormai creduta vera perché apparsa su fonti attendibili, e su quella si basano per riscrivere i loro articoli. Rubano frasi, dichiarazioni, indiscrezioni; anche TISCALI ne fa un articolo, a seguire TODAY e da Today si passa al sito LinoBanfi.com e pare che la notizia l'abbia sentita anche mio padre in tv all'interno di qualche talk show serale (ma questa fonte è da verificare, anche perché mio padre non ci sente più tanto bene).

La voce si allarga a macchia d'olio e in Germania, in Spagna e in Italia i gruppi e i forum di cinema riportano la notizia e si discute sull'evento, sul chi, sul come e sul quando. Addirittura parte una petizione per avere Lino Banfi come protagonista del nuovo film di Tarantino. Se mai dovesse accadere come minimo voglio un "porcaputtena" personalizzato come ringraziamento. 

Perciò, dopo tutto questo tamtam, ho sentito di dover scrivere questo post per quattro buoni motivi.

Il primo è per ribadire il mio amore verso il cinema e verso le vittime dei miei scherzi. Queste burle telematiche sono omaggi e gesti d'affetto verso chi stimo e chi, con il proprio lavoro mi ha regalato emozioni. 

Il secondo motivo in parte è per pararmi il culo perché non voglio rivivere un caso “Pupi Avati 2 - il ritorno delle diffide perdute” e quindi ribadisco con maggior chiarezza che si era trattato di una simpatica burla. 

Il terzo motivo è perché un po' inizia a darmi noia che alcuni giornalisti "rubino" dalla mia fonte le frasi che avevo messo in bocca ai miei attori, senza citarne la fonte. E quindi, assumendomene le responsabilità, dichiaro la paternità del finto scoop.

Quarto e ultimo motivo è per evidenziare per l'ennesima volta che l'informazione, soprattutto in rete ha delle falle non piccolissime. Questo non vuol dire avere “sfiducia” nel mezzo internet e nel giornalismo, ma contro ogni tipo di indottrinamento, stimolare una propria ricerca verso la conoscenza e la verità dei fatti.



Angelo Zabaglio




giovedì 18 luglio 2013

Non c'è due senza tre


















Sono un po' di giorni che mi ronza in testa il film “The terminal” un film di Steven Spielberg con Tom Hanks. La storia di quell'uomo costretto a restare per settimane nell'aeroporto J.F.K. senza passaporto e senza visto. Ma non è questo il succo. Accadde un mesetto fa che non ricordo bene come, ma mi venne in mente questo film e pensai devo rivedermelo. Ma poi mi sfuggì di mente la cosa e ciccia.
Poi domenica scorsa vado all'aeroporto di Ciampino e ci sta uno uguale a Tom Hanks che fa la fila al bagno e mi rivenne in mente il film e dissi di nuovo devo rivedere il film, ma come si chiamava?! Questa volta devo segnarmelo così non mi scordo, ma invece mi scordai di nuovo preso dalle mie cose.
Poi ieri sera mi sono visto il David Letterman Show e ci stava ospite Bill Maher che accenna al caso Navorski (che è il nome del protagonista del film) e penso questo è il destino che mi sta facendo pss psss nell'orecchio stimolandomi la diuresi del cervello.
Se per tre volte mi si accenna a vedere questo film di Spielberg, vuol dire qualcosa. Io al destino non ci credo, ma in alcuni casi il destino ci mette lo zampino e penso che forse è il caso di andare a fondo nella cosa: anche solo per pura curiosità femminile. Fatto è che ricordavo il film, alcune scene ma non il suo titolo, nemmeno la font utilizzata per il dvd. Ma so che il dvd ce l'ho; lo comprai usato a qualche mercatino. Ora dovete sapere che se c'è una cosa di cui vado fiero è la mia collezione di dvd. Quasi 1800 film catalogati e divisi in genere, dal drammatico al porno, dalla commedia al cinema d'autore, nessun genere escluso. E non ricordo assolutamente dove sta quello che cerco. Ma il destino mi aveva chiamato, ormai era diventato un chiodo fisso. Dovevo trovare il film. Cascassero i capelli alla mia psichiatra.
Come ho già scritto, come ospite al Letterman Show ci stava Bill Maher e mi stavo perdendo tutte le sue battute. Il programma è sottotitolato ma io l'inglese non lo mastico e mentre stavo nel corridoio a cercare quel benedetto dvd che ormai DOVEVO vedere, il pubblico del programma rideva e rideva di gusto pure il presentatore e io mi stavo perdendo tutte le battute e sudavo sudore dalla fronte a cercare il film. Era una sfida, non so con chi, ma lo era. La testa era assorta negli occhi che visionavano in fila i dvd tra gli scaffali. Se dio mi aveva detto per tre volte che dovevo vedere “The terminal” qualcosa voleva pur dire! Spero che lo dica in italiano però.
E finalmente eccolo! Tra I soliti sospetti e Un amore tutto suo. In tv intanto David Letterman saluta il suo ospite e io inserisco il disco nel lettore. Il film parte, lo rivedo. Tutto.
Pure i titoli di coda. Attendo un segno divino o del destino. Ma niente. Non succede niente. Niente di niente. Nulla. Nada. Rien de rien.
Tanti sforzi per nulla, a parte lo scrivere questo post in pausa pranzo.
Ora è tardi e tra dieci minuti devo riprendere a fare le mie consegne. Però un tramezzino avrei pure potuto prenderlo. Penso. Ma o scrivevo o andavo giù al bar e mangiavo. Non ho tempo. Potevo pensarci prima di scrivere questo post. E allora vado al baretto, pago al volo una bottiglietta di succo di frutta e davanti a me una signora si accascia strattonandomi la maglietta di cotone; io quasi cado con lei. La donna sbava lo schifo bianco dalla lingua a misto poltiglia di uova e rucola e tonno del tramezzino appena morso. Proprio quello che avrei comprato io, uovo sodo, tonno e altre schifezze. La signora avrà avuto sui quarant'anni e tarantola come un'epilettica al suo meglio mentre il cassiere bengalese le infila le dita in gola per farla vomitare. Dopo qualche minuto arriva l'ambulanza e si caricano la signora bianchissima che ancora ha qualche piccola scossa di vomito. Io lascio il locale prima che la puzza di acido mi arrivi alle narici. Cioè; tutto 'sto casino per non farmi mangiare un tramezzino andato a male? Bastava una telefonata. Pure un sms andava bene. Penso mentre bevo il succo di frutta alla pera. 


lunedì 15 luglio 2013

On-line il remix di Vertigo di "Amore amorissimo" degli Elio e le storie tese



“L'amore non ha confini. Per questo diventa migrante e trova rifugio nei centri d'accoglienza del cuore. L'Unione Europea ha criticato le condizioni dei centri d'accoglienza del cuore italiani. Ma l'amore quello vero se ne impippa sia dell'Unione Europea che dei centri d'accoglienza; prende il motorino e se ne va ai giardinetti a limonare in barba a tutto e tutti”(Dal bootleg di Album biango degli Elio e le storie tese)

ELIO E LE STORIE TESE remixato da Vertigo

martedì 9 luglio 2013

Voi non amate la poesia

Voi non amate la poesia.
Voi amate solo la vostra.
Voi amate la poesia come una donna che si picchia per amore e gelosia.
Voi amate solo la vostra,
ma fottete a pagamento negli scaffali delle nuove uscite.
Siete in cerca di poesia solo per poterla lapidare.
Voi non amate la poesia,
voi amate il suo cadavere sul quale adagiare le monete di cioccolata.
Voi la poesia non l'avete mai amata.
Mai. Voi fottete e basta.