mercoledì 28 agosto 2013

Il paese di Bengodi



Sei nel silenzio di un sasso, 
mentre martelli lo stesso il tuo ritmo
lascio e non raddoppio, 
come l'oppio in una cartina di Roma
buona salsa in salamoia, 
se deve morire muoia il senso di colpa 
con tutti i figli suoi
con tutti i fogli sparsi per il mondo. 
In fondo in fondo siamo in un pozzo
ci siam persi nel buio di uno stagno 
che descrivono come un mare di opportunità,
ma alla tua età sei già anziano e se ti ringrazieranno, 
ti daranno al massimo un anno di lavoro
senza contributi, tu ti abitui ma ci vogliono muti, 
sudi ma i ludi sono finiti da un pezzo
altro che amico, ci vorrebbe un attrezzo.
continuo e chiedo un passaggio fino allo stretto di una cruna, 
la duna col vento rimarrà sempre lontana, 
è un'altalena a volte vuota, 
a volte dove ci sta seduta una donna anziana 
al sesto mese di gravidanza che incurante danza.


Dal libro di poesie "NE PRENDO ATTO" di Angelo Zabaglio e Andrea Coffami (Bel-Ami Edizioni 2013)

domenica 25 agosto 2013

Il corvo parlante



































Cosa diavolo sta dicendo il corvo malefico? Scoprilo e invia la risposta a angelozabaglio@libero.it 
se ci hai azzeccato vinci una cosa.

domenica 28 luglio 2013

Adolf Hitler in Real Time




Ovvero: Se Adolf Hitler avesse trovato un produttore, il mondo avrebbe conosciuto il dramma dell'olocausto? Ci risponde in studio Giuseppe Nori, autore del saggio "Hitler in Tempo reale" edito da Fangando.

venerdì 26 luglio 2013

Diffidare ancora dalle imitazioni



Allora, cosa accade di nuovo?! Accade che nel suddetto BLOG e in contemporanea sulla mia pagina di FANPAGE, in data 18 aprile 2013 pubblicai una nuova supercazzola in stile “La rotta verso casa” (leggi la pagina Diffidare dalle imitazioni) anticipando questa volta la preparazione del nuovo film di Quentin Tarantino che avrebbe avuto come protagonisti Lino Banfi, Pippo Franco, Edwige Fenech e altre star della commedia sexy all'italiana.

Ma cosa accade?! Accade che l'articolo (rimanipolato dal giornalista di Libero, Giovanni Luca Montanino) appare anche su DAGOSPIA e stile valanga la voce si sparge in rete. 

Questa volta, a differenza dell'articolo che scrissi per Pupi Avati che mi causò una diffida con conseguente pagamento di eventuali spese processuali per i “gravi danni causati” e un po' di coliche nervose, ho inserito il mio scoop/bufala nella sezione “Le azioni di cita”. 
Un po' come le scritte in minuscolo sotto gli spot dei farmaci, chi cliccherà sulle note legali leggerà quanto segue: “Chiarisco espressamente e formalmente che tutte le notizie inerenti alle sezioni "Le azioni di cita" sono frutto di una mia pura invenzione, nonché prive di qualsivoglia fondamento fattuale. Ogni riferimento a fatti, persone, cose e luoghi esistenti è da considerarsi puramente casuale e al fine umoristico e satirico”.

Evidentemente il giornalista di Libero non ha letto questa pagina, ma se anche fosse, se anche avesse letto il mio articolo su fanpage, avrebbe dovuto comunque accertarsi della veridicità della fonte. Sulla pagina c'è il mio contatto facebook, il mio indirizzo e-mail. Insomma se avesse voluto, avrebbe potuto contattarmi e gli avrei detto. “Ma guarda che è una bufala! Pensi veramente che Quentin Tarantino abbia detto quelle frasi?”.

È come se io leggessi un articolo di Tizio Sempronio sulla condanna di Berlusconi a 6 anni di lavori socialmente utili, ricopiassi parte dell'articolo e poi pubblicassi l'articolo su un altro giornale. Un po' assurdo. Non trovate?

Fatto è che altri “giornalisti” riprendono la notizia, ormai creduta vera perché apparsa su fonti attendibili, e su quella si basano per riscrivere i loro articoli. Rubano frasi, dichiarazioni, indiscrezioni; anche TISCALI ne fa un articolo, a seguire TODAY e da Today si passa al sito LinoBanfi.com e pare che la notizia l'abbia sentita anche mio padre in tv all'interno di qualche talk show serale (ma questa fonte è da verificare, anche perché mio padre non ci sente più tanto bene).

La voce si allarga a macchia d'olio e in Germania, in Spagna e in Italia i gruppi e i forum di cinema riportano la notizia e si discute sull'evento, sul chi, sul come e sul quando. Addirittura parte una petizione per avere Lino Banfi come protagonista del nuovo film di Tarantino. Se mai dovesse accadere come minimo voglio un "porcaputtena" personalizzato come ringraziamento. 

Perciò, dopo tutto questo tamtam, ho sentito di dover scrivere questo post per quattro buoni motivi.

Il primo è per ribadire il mio amore verso il cinema e verso le vittime dei miei scherzi. Queste burle telematiche sono omaggi e gesti d'affetto verso chi stimo e chi, con il proprio lavoro mi ha regalato emozioni. 

Il secondo motivo in parte è per pararmi il culo perché non voglio rivivere un caso “Pupi Avati 2 - il ritorno delle diffide perdute” e quindi ribadisco con maggior chiarezza che si era trattato di una simpatica burla. 

Il terzo motivo è perché un po' inizia a darmi noia che alcuni giornalisti "rubino" dalla mia fonte le frasi che avevo messo in bocca ai miei attori, senza citarne la fonte. E quindi, assumendomene le responsabilità, dichiaro la paternità del finto scoop.

Quarto e ultimo motivo è per evidenziare per l'ennesima volta che l'informazione, soprattutto in rete ha delle falle non piccolissime. Questo non vuol dire avere “sfiducia” nel mezzo internet e nel giornalismo, ma contro ogni tipo di indottrinamento, stimolare una propria ricerca verso la conoscenza e la verità dei fatti.



Angelo Zabaglio




giovedì 18 luglio 2013

Non c'è due senza tre


















Sono un po' di giorni che mi ronza in testa il film “The terminal” un film di Steven Spielberg con Tom Hanks. La storia di quell'uomo costretto a restare per settimane nell'aeroporto J.F.K. senza passaporto e senza visto. Ma non è questo il succo. Accadde un mesetto fa che non ricordo bene come, ma mi venne in mente questo film e pensai devo rivedermelo. Ma poi mi sfuggì di mente la cosa e ciccia.
Poi domenica scorsa vado all'aeroporto di Ciampino e ci sta uno uguale a Tom Hanks che fa la fila al bagno e mi rivenne in mente il film e dissi di nuovo devo rivedere il film, ma come si chiamava?! Questa volta devo segnarmelo così non mi scordo, ma invece mi scordai di nuovo preso dalle mie cose.
Poi ieri sera mi sono visto il David Letterman Show e ci stava ospite Bill Maher che accenna al caso Navorski (che è il nome del protagonista del film) e penso questo è il destino che mi sta facendo pss psss nell'orecchio stimolandomi la diuresi del cervello.
Se per tre volte mi si accenna a vedere questo film di Spielberg, vuol dire qualcosa. Io al destino non ci credo, ma in alcuni casi il destino ci mette lo zampino e penso che forse è il caso di andare a fondo nella cosa: anche solo per pura curiosità femminile. Fatto è che ricordavo il film, alcune scene ma non il suo titolo, nemmeno la font utilizzata per il dvd. Ma so che il dvd ce l'ho; lo comprai usato a qualche mercatino. Ora dovete sapere che se c'è una cosa di cui vado fiero è la mia collezione di dvd. Quasi 1800 film catalogati e divisi in genere, dal drammatico al porno, dalla commedia al cinema d'autore, nessun genere escluso. E non ricordo assolutamente dove sta quello che cerco. Ma il destino mi aveva chiamato, ormai era diventato un chiodo fisso. Dovevo trovare il film. Cascassero i capelli alla mia psichiatra.
Come ho già scritto, come ospite al Letterman Show ci stava Bill Maher e mi stavo perdendo tutte le sue battute. Il programma è sottotitolato ma io l'inglese non lo mastico e mentre stavo nel corridoio a cercare quel benedetto dvd che ormai DOVEVO vedere, il pubblico del programma rideva e rideva di gusto pure il presentatore e io mi stavo perdendo tutte le battute e sudavo sudore dalla fronte a cercare il film. Era una sfida, non so con chi, ma lo era. La testa era assorta negli occhi che visionavano in fila i dvd tra gli scaffali. Se dio mi aveva detto per tre volte che dovevo vedere “The terminal” qualcosa voleva pur dire! Spero che lo dica in italiano però.
E finalmente eccolo! Tra I soliti sospetti e Un amore tutto suo. In tv intanto David Letterman saluta il suo ospite e io inserisco il disco nel lettore. Il film parte, lo rivedo. Tutto.
Pure i titoli di coda. Attendo un segno divino o del destino. Ma niente. Non succede niente. Niente di niente. Nulla. Nada. Rien de rien.
Tanti sforzi per nulla, a parte lo scrivere questo post in pausa pranzo.
Ora è tardi e tra dieci minuti devo riprendere a fare le mie consegne. Però un tramezzino avrei pure potuto prenderlo. Penso. Ma o scrivevo o andavo giù al bar e mangiavo. Non ho tempo. Potevo pensarci prima di scrivere questo post. E allora vado al baretto, pago al volo una bottiglietta di succo di frutta e davanti a me una signora si accascia strattonandomi la maglietta di cotone; io quasi cado con lei. La donna sbava lo schifo bianco dalla lingua a misto poltiglia di uova e rucola e tonno del tramezzino appena morso. Proprio quello che avrei comprato io, uovo sodo, tonno e altre schifezze. La signora avrà avuto sui quarant'anni e tarantola come un'epilettica al suo meglio mentre il cassiere bengalese le infila le dita in gola per farla vomitare. Dopo qualche minuto arriva l'ambulanza e si caricano la signora bianchissima che ancora ha qualche piccola scossa di vomito. Io lascio il locale prima che la puzza di acido mi arrivi alle narici. Cioè; tutto 'sto casino per non farmi mangiare un tramezzino andato a male? Bastava una telefonata. Pure un sms andava bene. Penso mentre bevo il succo di frutta alla pera. 


lunedì 15 luglio 2013

On-line il remix di Vertigo di "Amore amorissimo" degli Elio e le storie tese



“L'amore non ha confini. Per questo diventa migrante e trova rifugio nei centri d'accoglienza del cuore. L'Unione Europea ha criticato le condizioni dei centri d'accoglienza del cuore italiani. Ma l'amore quello vero se ne impippa sia dell'Unione Europea che dei centri d'accoglienza; prende il motorino e se ne va ai giardinetti a limonare in barba a tutto e tutti”. (Dal bootleg di Album biango degli Elio e le storie tese)

ELIO E LE STORIE TESE remixato da Vertigo

martedì 9 luglio 2013

Voi non amate la poesia

Voi non amate la poesia.
Voi amate solo la vostra.
Voi amate la poesia come una donna che si picchia per amore e gelosia.
Voi amate solo la vostra,
ma fottete a pagamento negli scaffali delle nuove uscite.
Siete in cerca di poesia solo per poterla lapidare.
Voi non amate la poesia,
voi amate il suo cadavere sul quale adagiare le monete di cioccolata.
Voi la poesia non l'avete mai amata.
Mai. Voi fottete e basta.


mercoledì 26 giugno 2013

Le barzellette del simpatico Bruno Amilcare




La barzelletta di Gesù che vede Lazzaro morto

Ce staje Lazzaru ca sta ngoppa u parapiettu, ncacaja ngoppa na preta e se fracellia abbasce. Ca je schizza l'uocchio inta lu muru, lu pietto se squarcia trutto interesano, li piedi uno du versu dell'altro, se sfracella du sanghe ca pezzi ca vulievano de carne, la cervella du cranio si arapre di sanco.
Allora chiamano a Gesù e je dicheno: “Gesù, Gesù! Lazzaro s'è sfrantummato, tu che fai li miraculi, na pui ffara nienta pa stu cristiano?”.
E allora Gesù va addu s'è sfrantecato Lazzaro, vide a scena, s'arratia i mmani ita capilli e sbaffa: “Ao' ma che cazzo m'ete chiamato a facere ca cca' ce vo' Budda ce vo!”



La barzelletta di Antonio E stefania

Sta na cuoppia de amici, Antonio e Stefania, e l'amica je chiede all'amicu si pe quella sera può durmì a du isso che a matina accussì sta chiù meno distante dallu provino chadda fecere (ca ella era n'attricia).
E l'amico dice: “Va be qua probbema c'è?”
E l'amica je fa: “Oh ma letti separati ca nià fa' lu rattusu cu mmia”
E l'amico je dice: “Ma io nu letto tenga, matrimoniuale, ogniuno inta lu lato soio”.

E allora i due amici vaddo a se cocchere e duommene sani. A matina ai cincu Antonio se sveglia d'emprovviso c'ancora te sta rinto osuonno e pija la mano de Stefania e c'a potta ngoppa lu cazzo ca dduru. L'amica se svurìa tutt'ampusata che se mette alluccà: “Oiii mannaggi li santi taja detto de nu fa lu rattusu!” E l'amico, ancora tutto de sonnoveglia: “Oimia scusà, naja fatta apposta, stia come durmundo, me so confuso che pe n'attimo me pensavo che jeri muorta”.

giovedì 9 maggio 2013

Le migliori battute censurate nei capolavori del cinema


Il bello dei dvd, oltre all'aver ucciso le sale cinematografiche, rimane quello di potersi gustare nella sezione extra, i retroscena, le curiosità, i dietro le quinte e soprattutto le scene tagliate e censurate dei capolavori del cinema mondiale, ma anche dei film fetecchia che tanto ci piace vedere. Ma ci sono extra che nemmeno nei migliori dvd acquistati sulle bancarelle di Porta Portese potrete trovare, ed ecco che viene in soccorso il nostro staff di cinefili. Eccovi alcune delle migliori battute censurate di film, dialoghi scritti a mano ritrovati in anguste cantine impolverate piene di topi, muffa e lumachelle; reperti che solo grazie ad un'attenta archiviazione e documentazione sono venuti alla luce e che noi amanti della settima arte riproponiamo a voi lettori per il bene della cultura con la C maiuscola




































































martedì 23 aprile 2013

Dimagrire masturbandosi. Bastano sessanta minuti al giorno


L'eiaculazione e la fuoriuscita di sperma (spìrma per gli amici), secondo le teorie di Yamakana, attiverebbe il metabolismo di base dei muscoli portando a bruciare calorie, quindi riducendo il grasso sottocutaneo. Inoltre è un ottimo condimento per le vostre insalate estive.



Dimagrire unendo l'utile al dilettevole è il sogno di tutti noi italiani che vogliamo tutto e subito senza fare il minimo sforzo. Da Tokio, Giappone, in provincia di Caserta, arriva una novità che promette di perdere peso grazie alla masturbazione.
Efficace solo per gli uomini, la “Popeye-bics”, chiamata così in onore di Popeye braccio di ferro, e la “Onani-bics” in onore a Onan il barbaro con Swazzeneggher (che non a caso ha un fisico invidiabile) da cui deriva in termine onanismo e Bic (la penna stilografica), sono tecniche ideate a tavolino dal direttore della Toranomon Clinic Hideo Yamakana, famoso in tutto il mondo civilizzato per la sua innumerevole collezione di flaconcini di sperma e per aver votato il Movimento 5 Stelle.
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Popeye-bics: La tecnica più antica e abusata al mondo: Afferrate il vostro pene con la mano destra come se fosse un joystick del Commodore 64. Muovete il palmo della mano con dolcezza dal basso verso l'alto e dall'alto verso il basso fino a raggiungere il culmine della gioia, rappresentato da del viscido liquido biancastro al sapore di quaglia appena spellata. Per agevolare l'erezione e l'eccitazione potrete andare nelle cartelle di foto delle vostre amiche su facebook. Vi consigliamo quelle delle vacanze estive, sempre ricche di stimoli.


Onani-bics: Per intensificare la muscolatura del vostro corpo e rendere il vostro aspetto ancora più vigoroso, sostituite la vostra mano con una ragazza, o un ragazzo (a seconda dei gusti sessuali che avete). Inserendo il vostro pene nella vagina della donna (o nell'ano dell'uomo) prendete a muovere il bacino con movimenti regolari e senz'anima. Puro sport. Se vi trovate bene con l'attrezzatura che state adoperando potrete acquistarla con il semplice meccanismo del “fidanzamento” (o “frequentazione” per le persone più alternative). Il passo successivo, al fine di rendere efficace la vostra dieta sarà la “convivenza” così da poter utilizzare il vostro attrezzo ginnico come e quando vorrete, comodamente senza uscire di casa.

Post scriptum: Per vedere i primi effetti di dimagrimento bisogna attendere un mese, raggiungendo 3 orgasmi quotidiani e masturbandosi per 60 minuti totali al giorno. Giusto il tempo di durata di una messa. Fate voi.
Post scriptum due: Invece del solito sesso di youporn leggetevi questo bel raccontino sul blog degli Scrittori precari



giovedì 18 aprile 2013

Lino Banfi nel prossimo film di Quentin Tarantino


In attesa del suo Kill Bill atto terzo, c'era da aspettarselo che prima o poi l'avrebbe fatto: Quentin Tarantino che omaggia, a suo modo il cinema italiano. E dopo il western di Sergio Corbucci e del suo Django, i Bastardi senza gloria di Enzo G.Castellari, i continui rimandi a Mario Bava e Dario Argento è ora il turno della commedia sexy all'italiana.

“Sono cresciuto anche con i film di Mariano Laurenti, Sergio Martino, ma per me che sono abituato ad emozionare con l'azione principalmente, sarà una vera sfida riuscire a far ridere. Per questo ho avuto bisogno dei corpi degli attori e dei loro movimenti, dei loro tempi comici – continua il regista – Come in Grindhouse sarò io come direttore della fotografia in modo da poter rubare i loro schetch; loro saranno le mie pistole e le mie armi”

Il progetto della Band a part e della Dimension Film, avrà titolo “Four rooms in Italia”, e c'è già chi critica l'operazione comparandola all'insuccesso degli USA di Grindhouse e Planet terror; da noi arrivati come due film distinti ma che negli Usa furono proiettati come unico spettacolo con scarso risultato.

Il regista Quentin Tarantino e il suo socio Robert Rodrigue rispondono: “Non voglio paragonare il progetto a Grindhouse. Lo metterei più in relazione a Four Rooms. Vari episodi con storie auto conclusive. E come spesso accadeva nelle migliori commedie sexy all'italiana il tutto finiva in un albergo. Una sera ero con Robert (nrd.Rodriguez) ci stavamo vedendo uno dei tanti film di Banfi e in una delle scene finali c'è uno split screen che divideva in quattro lo schermo con le varie risoluzioni delle varie storie. Ci siamo guardati e ci siamo detti: dobbiamo farlo anche noi! (ridono) Così è nato il progetto e ci siamo messi a lavoro per contattare i vari attori. L'unico che non siamo riusciti a convincere è stato Tomas Milian. Ma capiamo e accettiamo le sue motivazioni. Ci è dispiaciuto anche per Franco Lechner (ndr. Bombolo) che non c'è più – continua Rodriguez – sarebbe stato interessante un suo personaggio. Ha il dramma della vera maschera comica”



Per ora i nomi degli attori non sono ancora tutti confermati, ma il soggetto, fino a ieri top secret è ora svelato. Il filo conduttore tra le storie è esile quanto efficace: Una banda di improbabili criminali capitanati da Tim Roth, si ritrova a doversi nascondere all'interno di una vecchia videoteca frequentata ormai solo dal suo gestore Samuel L. Jackson e un gruppo di piccoli teppistelli di quartiere. Alla vista delle armi e delle continue minacce dei rapitori, i giovanissimi clienti rimangono terrorizzati. Unica soluzione plausibile per il saggio e anziano gestore è narrare loro delle storie che possano distrarre i ragazzi.

Il primo episodio ruoterà attorno a Massimo Lasberla (Gianfranco D'Angelo) anziano cabarettista ormai in declino che troverà una seconda giovinezza innamorandosi della giovane e conturbante Rosalia (la splendida e sensuale Vanessa Ferlito di Death proff – a prova di morte) non sapendo però che si tratta della nuova fiamma nonché futura moglie del suo migliore amico Gustavo, un Lando Buzzanca che pare dovrà rasarsi completamente i capelli per la pellicola.

La seconda storia (diretto a quattro mani da Tarantino e Rodriguez) vede come protagonisti Pasquale (Lino Banfi) e il suo socio in affari Francesco (Pippo Franco) che decidono, vista la loro scarsa attività sessuale di concedersi una nottata di baldorie in un club per scambisti insieme alle rispettive consorti. Con grande sorpresa pare che le due mogli accettino la proposta e come nella migliore tradizione italiana a cambiare idea saranno poi i due uomini, ingelositi dall'eccessivo divertimento delle moglie, soprattutto con la proprietaria del club, un'immensa Edwige Fenech che apparirà in un castigatissimo cameo.

Il terzo episodio “Sugar, honey and chilli” è un remake vero e proprio del primo episodio di “Zucchero, miele e peperoncino”. Lino Banfi, a causa di uno scambio di fotografie viene scambiato per un pericoloso assassino. Una giornalista molto sexy (una probabile Barbara Bouchet che pare abbia ripreso i rapporti con Quentin) convinta di aver messo le mani sullo scoop della sua carriera, finisce per peggiorare la posizione del malcapitato.

Tre episodi più uno che ne traccia il filo conduttore, un budget esiguo (per quanto possa essere low budget il cinema americano) e tanto amore verso un cinema nostrano che non può esistere più, ma che all'estero pare abbia avuto la giusta riscoperta. Viene da chiederci come mai nessun produttore italiano abbia mai pensato ad un'operazione di recupero del genere. Inoltre rimane il dubbio che Tarantino, dirigendo questo film voglia farsi perdonare dalle dichiarazioni “offensive” che osò rilasciare qualche anno fa nei confronti del cinema italiano:

“I nuovi film italiani sono deprimenti. Le pellicole che ho visto negli ultimi tre anni sembrano tutte uguali, non fanno che parlare di: ragazzo che cresce, ragazza che cresce, coppia in crisi, genitori, vacanze per minorati mentali. Che cosa è successo? Ho amato così tanto il cinema italiano degli Anni 60 e 70 e alcuni film degli Anni 80, e ora sento che è tutto finito. Una vera tragedia”

A noi piace pensare invece che ci stia elegantemente dicendo che il pubblico italiano dell'epoca era semplicemente immaturo, infantile e forse spaventato, proprio come un gruppo di adolescenti in ostaggio.

L'inizio delle riprese di “Four rooms in Italia” è previsto per febbraio 2014 tra Cinecittà, Los Angeles e gli studi della Troublemaker Studios in Texas.



venerdì 5 aprile 2013

Le 10 curiosità sulla vita, religiosa e non, di Papa Francesco


La Chiesa di Roma ha il suo 266esimo Pontefice: è Jorge Mario Bergoglio, sudamericano, 76 anni portati egregiamente grazie alla Preparazione H che ogni sera si spalma sul viso (la Preparazione H è un antirughe efficacissimo). Bergoglio è stato eletto alla quinta votazione nella seconda giornata di Conclave. Ha scelto come nome Francesco, in onore a Francesco Guccini ed è stato annunciato ad una folla immensa di seguaci dal cardinale Jean-Louis Tauran. “Così tanta gente euforica che applaude una sola persona al microfono l'avevamo vista solo ad un comizio del M5S” ha affermato il cardinale in lacrime. Di origini italiane, l’ex arcivescovo di Buenos Aires è figura carismatica del cattolicesimo argentino, anche per i modi semplici e dimessi. La messa inaugurale di insediamento del pontificato di Papa Francesco è in programma martedì 19 marzo. Ospite speciale: Marie Claire D'Ubaldo.



Ecco le 10 curiosità maggiori sulla vita, religiosa e non, del nuovo vescovo di Roma
Jorge Mario Bergoglio in gioventù ha avuto una fidanzata. “Era del gruppo di amici con i quali andavamo a ballare. Eravamo dei tangheri e lei era una gran porca, ma poi ho scoperto la vocazione religiosa e cosa vuol dire la parola sifilide”
A 21 anni ebbe una grave polmonite e gli venne asportata la parte superiore del polmone centrale. Ora vive con due polmoni
Per pagarsi gli studi faceva il buttafuori nelle chiese malfamate di Cordoba. Città dove nei confessionali il peccato minore confessato era lo stupro. Successivamente nel 1964 ha insegnato psicologia negli spogliatoi dei college di Santa Fe durante le ore di educazione fisica
Nonostante sia stato vescovo di Buenos Aires, Bergoglio non ha mai accettato di avere a sua disposizione autisti e auto blu. Anche a Roma, in vista del Conclave, si è spostato sempre gratuitamente con i mezzi pubblici usufruendo della card Over 70 per i vecchi
Il sogno nascosto di Jorge Mario Bergoglio era quello di diventare suora. Ma per ora si limita a collezionare manifesti e cartoline di sante e donne di chiesa. Il suo poster preferito è quello di Madre Teresa di Calcutta con la scritta “I want you”
Oltre all'omofobia e la misoginia, Papa Francesco I° soffre di claustrofobia e agorafobia
Nel 2001, Bergoglio fu elevato cardinale da Giovanni Paolo II, nel concistoro ordinario. Era stato già nominato cardinale sempre da Giovanni Paolo II, il 20 maggio 1992, ma non gli disse nulla per fargli evitare una figuraccia in mondovisione
Di origini italiane, e più precisamente piemontesi, il bisnonno del cardinale Bergoglio era nato a Portacomaro, in provincia di Asti dove era conosciuto da tutti come Gilberto l'allegro ubriacone. Era solito parlare di notte con i pali della luce
Oltre allo spagnolo, Papa Francesco I° parla correttamente l'italiano, il tedesco e l'abruzzese stretto
Bergoglio si cucina da solo, alle 21:30 va a dormire (tranne la domenica per vedere “Le iene”) e alle 4:30 del mattino si alza e va di corpo – non sempre in quest'ordine – pregando che il giorno dopo si svegli ancora
SPECIAL: La Madonna aveva già previsto l'elezione di questo Papa in un'intervista apparsa nel 2009 su Cioè


giovedì 14 marzo 2013

Precauzioni per evitare di rompere il preservativo


pres
ATTENZIONE! BENCHE' SI PARLI DI PREVENZIONE, QUESTO ARTICOLO CONTIENE PAROLE SCABROSE A CONTENUTO SESSUALE ED E' QUINDI RIVOLTO AI MAGGIORI DI 12 ANNI

Meglio un uovo oggi che una gallina domani, come dice il detto. Ma meglio ancora una gallina oggi che una frittata domani, diciamo noi. Ed ecco quindi, in questi santi giorni dedicati da Dio alla procreazione che vi parleremo del preservativo. Questo oggetto in lattice tanto amato dal Santo Padre e tanto odiato dalla Santa Madre che non lo fece usare all'arcangelo Gabriele. Il preservativo, questo terzo incomodo che si tiene nel comodino e che si usa per proteggersi durante un rapporto sessuale di sesso. Usarlo aiuta i maschietti a non mantenere l'erezione e le femminucce a masticare un pezzo di plastica dal sapore orrendo. Ma il preservativo, come Fabio Fazio c'insegna, serve anche per evitare malattie sessualmente trasmissibili, la più grave fra tutte quella di partorire un figlio maschio.

Ma se durante il rapporto sensuale il preservativo si rompe? È meglio osservare alcune precauzioni per evitare di distruggerlo, garantendo in tal modo un rapporto protetto. Vediamole:

- Scegliere un preservativo che si adatta alle caratteristiche anatomiche del pene. È inutile che chiediate al farmacista i preservativi XL per fare gli sboroni. Non vale che stringiate nel preservativo anche i testicoli. Chiaro?

- Conservare i preservativi in un luogo dove non può essere soggetto a surriscaldamento (ma non in frigo). Vietati quindi il cruscotto dell’auto o il portafoglio. Un errore che gli uomini commettono fin troppo spesso, soprattutto per averne sempre uno con se. Non si sa mai, se capita all'improvviso una buona occasione. Ah illusi! Avete visto troppi film porno. Cioè, gli uomini lo tengono nel portafoglio anche se devono andare alle poste. Chissà cosa cazzo passa per quel loro cervello bacato. Già immaginano la commessa allo sportello che magari non riesce a prelevare duecento euro che avevate chiesto dal conto e che vi sorride, vi fa l'occhietto e vi invita a farvi una sveltina sulla macchina fotocopiatrice. Per gli uomini, il preservativo nella portafoglio è come un santino, li protegge e l'illude che ogni donna debba cadere ai loro piedi ovunque vadano. E che volete farci, sono fatti così

- Non prendere a martellate il preservativo, né colpirlo con oggetti contundenti quali ferma carte a forma di delfino, telecomandi senza batterie incluse o televisori a tubo catodico

- Non aprire l'involucro con i denti. Soprattutto con quelli del vostro cane che non capirà cosa sta mordendo. Se volete fare qualcosa di veramente eccitante provate ad aprire il pacco di preservativi con le dita dei piedi. Se volete fare qualcosa di ancora più eccitante provate ad aprire anche l'intera scatola in questo modo. E fatelo quando siete ancora in farmacia

- Il preservativo va srotolato solo quando il pene ha raggiunto l'erezione. Evitate quindi di vedere film dell'Est Europa o assistere a reading letterari. Una volta raggiunta l'erezione ci penserà poi il preservativo stesso a farvela perdere.

Cosa fare se il profilattico si rompe? È inutile prendersi a pugni nella pancia o fare fisting vaginale sperando di recuperare lo sperma. Inutile anche iniziare a pregare e stronzare del genere. Ci sono amiche che hanno iniziato a pregare il Signore di non far nascere il bambino. Ma il nostro Dio non sarà mai favorevole all'aborto. Almeno finché ci sarà un Papa col pisello. Se si vuole evitare una gravidanza indesiderata è tassativo andare in ospedale tra le 12 e le 72 ore successive al rapporto e prendere la pillola del giorno dopo. Io l'ho assaggiata. Sa di tappo.


PS: Rimanendo in tema, io sono favorevole alla procreazione assistita, quindi se ci sono coppie esibizioniste che mi contattino. Io assisto volentieri.