lunedì 24 marzo 2014
"Il segreto" trame dal 24 al 28 marzo
Mariana arriva a casa e scopre che qualcuno le ha rubato i soldi che teneva nascosti nel water. Dapprima incolpa Paquito, ma più tardi capisce di non essere in casa sua. Il ragazzo presente alla scena le dice: “Ma guardi signorina che io non sono Paquito”.
Dolores, dopo essere stata derisa per il suo nome, incolpa Hipolito di essere un modello troppo magro e gli chiede di trasferirsi a Napoli per un mese. Il mese dopo Hipolito è ingrassato di sei chili. A quel punto Dolores scoppia in lacrime per la gioia.
Pedro è in partenza per l'America con un pattino ma è previsto mare mosso.
Pepa va alla villa con Efren, ma qualcuno fa cadere Francisca dalle scale e la donna accusa subito Pepa. In seguito Calvario confessa a Don Anselmo di aver fatto cadere Donna Francisca dalle scale, ma che in realtà voleva far cadere Pepa che merita di morire per aver fatto soffrire Angustias. Don Anselmo, in preda alla confusione si fa suora.
In seguito alla caduta, a Donna Francisca le viene il raffreddore. Ma starnutisce dal culo.
Dolores è molto triste perché pensa che Pedro l'abbia abbandonata per una ragazza più giovane, ma presto scoprirà di sbagliarsi. Si tratta infatti di una ricca ninfomane ottantenne.
Tristan non ha ancora deciso se dare il consenso per il rischioso intervento della madre, ma la situazione di Donna Francisca sta precipitando. Ora ha anche le emorroidi all'ugola.
Tra Juan ed Enriqueta le cose sembrano andare meglio sessualmente, ma Pardo si mette in mezzo ancora una volta e una notte Juan pensando di inculare Enriqueta incula Pardo mentre lui incula Enriqueta. Quando si accendo le luci inizia il finimondo.
mercoledì 22 gennaio 2014
"Pene". Il nuovo libro di Silvio Berlusconi dal 24 gennaio in libreria
Ecco i numeri incredibili (mai calcolati prima, giorno dopo giorno)
della più grande persecuzione giudiziaria di tutti i tempi: in
vent’anni, Silvio Berlusconi ha affrontato 34 processi rispondendo di 40
diversi capi di imputazione.
Il dato non tiene conto delle decine di inchieste (anche per diffamazione) aperte in ogni angolo del Paese, e anche all’estero, cavalcate mediaticamente e politicamente contro di lui, su ipotesi di reato poi crollate nel nulla.
Di tutto questo accanimento dimenticato trovate la prova nelle pagine del libro "Pene" dal 24 gennaio in libreria e nel mediastore della IBS o sul sito del PARTITO.
Le procure di mezz’Italia non gli hanno risparmiato nulla: corruzione, falso in bilancio, concorso esterno mafioso, riciclaggio, concorso in stragi, frode fiscale, corruzione giudiziaria, finanziamento illecito ai partiti, appropriazione indebita, aggiotaggio, insider trading, rivelazione di segreto d’ufficio, concussione, favoreggiamento della prostituzione minorile, abuso d’ufficio, vilipendio all’ordine giudiziario e induzione a rendere false dichiarazioni all’autorità giudiziaria. Sei procedimenti sono ancora in corso a fronte di 14 archiviazioni, 8 assoluzioni, 1 proscioglimento, 5 prescrizioni, 1 amnistia e 2 fascicoli depenalizzati. Pure la magistratura spagnola l’ha messo sott’inchiesta (archiviata) per la vicenda TeleCinco. Dal 1995 ad oggi, il Cav è stato condannato tre volte, e solo recentemente, a fronte di processi discussi e discutibili, e con una rapidità senza precedenti: in primo grado a 7 anni di reclusione per prostituzione minorile e concussione (Ruby), sempre in primo grado a 1 anno per l’affaire Unipol, e in Cassazione a 4 anni per frode fiscale (Mediaset).
È il premier che col suo governo ha raggiunto i maggiori risultati nella lotta al crimine organizzato (incluso l’inasprimento del carcere duro) ed è stato il bersaglio dei pentiti di mafia che lo hanno citato in centinaia di verbali accusandolo di ogni nefandezza, dall’aver trafficato e usato droga per assunzioni personali oltre ad aver comprato partite di calcio Champions, dalle stragi di mafia alla nascita del suo impero dovuto ai suoi contatti con le vecchia e nuova mafia. È stato intercettato in violazione delle prerogative parlamentari anche quand’era premier. Hanno ficcato il naso nella vita privata sua e dei suoi figli.
Una gigantesca caccia all’uomo come non se ne sono mai viste al mondo.
Il dato non tiene conto delle decine di inchieste (anche per diffamazione) aperte in ogni angolo del Paese, e anche all’estero, cavalcate mediaticamente e politicamente contro di lui, su ipotesi di reato poi crollate nel nulla.
Di tutto questo accanimento dimenticato trovate la prova nelle pagine del libro "Pene" dal 24 gennaio in libreria e nel mediastore della IBS o sul sito del PARTITO.
Le procure di mezz’Italia non gli hanno risparmiato nulla: corruzione, falso in bilancio, concorso esterno mafioso, riciclaggio, concorso in stragi, frode fiscale, corruzione giudiziaria, finanziamento illecito ai partiti, appropriazione indebita, aggiotaggio, insider trading, rivelazione di segreto d’ufficio, concussione, favoreggiamento della prostituzione minorile, abuso d’ufficio, vilipendio all’ordine giudiziario e induzione a rendere false dichiarazioni all’autorità giudiziaria. Sei procedimenti sono ancora in corso a fronte di 14 archiviazioni, 8 assoluzioni, 1 proscioglimento, 5 prescrizioni, 1 amnistia e 2 fascicoli depenalizzati. Pure la magistratura spagnola l’ha messo sott’inchiesta (archiviata) per la vicenda TeleCinco. Dal 1995 ad oggi, il Cav è stato condannato tre volte, e solo recentemente, a fronte di processi discussi e discutibili, e con una rapidità senza precedenti: in primo grado a 7 anni di reclusione per prostituzione minorile e concussione (Ruby), sempre in primo grado a 1 anno per l’affaire Unipol, e in Cassazione a 4 anni per frode fiscale (Mediaset).
È il premier che col suo governo ha raggiunto i maggiori risultati nella lotta al crimine organizzato (incluso l’inasprimento del carcere duro) ed è stato il bersaglio dei pentiti di mafia che lo hanno citato in centinaia di verbali accusandolo di ogni nefandezza, dall’aver trafficato e usato droga per assunzioni personali oltre ad aver comprato partite di calcio Champions, dalle stragi di mafia alla nascita del suo impero dovuto ai suoi contatti con le vecchia e nuova mafia. È stato intercettato in violazione delle prerogative parlamentari anche quand’era premier. Hanno ficcato il naso nella vita privata sua e dei suoi figli.
Una gigantesca caccia all’uomo come non se ne sono mai viste al mondo.
giovedì 9 gennaio 2014
Anche Papa Francesco si è fatto lo spinellone
Un’indiscrezione ascoltata in un colloquio privato del Santo Padre con alcuni giovani sacerdoti è stata riferita ad un giornale argentino dal sacerdote A.D. di Buenos Aires. Anche Papa Francesco si è fatto lo spinellone.
L’affermazione è stata fatta durante un rave con alcuni giovani sacerdoti sardi che volevano conoscere il suo pensiero su argomenti di attualità in particolar modo riguardo l’uso delle droghe leggere.
“Nel 1954 quando facevo il buttafuori in un locale malfamato di Cordoba… ebbi modo di fumare uno spinello che mi fu offerto da alcuni amici per aggiustarmi la bocca dopo aver assunto dell’etere che per sbaglio avevo ingerito invece che sniffato”, avrebbe detto Papone Francescone. Nacque poi una diatriba tra il Santo Padre e i giovani sacerdoti sul fatto che si dice “mi venne offerto” e non “mi fu offerto” ma il clima teso si appianò dopo qualche battuta.
Ma davvero si può credere che il Papa abbia detto qualcosa del genere? L’opinione pubblica è divisa fra favorevoli e non alla legalizzazione della marijuana, e voi da che parte state? Siete col Papa o contro di lui?
Ma sono tante le cose che ha fatto questo strambo Papa e che noi solo possiamo dirvi. Eccovi quindi le cose che non sapete che ha già fatto il Papa ma che noi ve le diciamo
Nel 1960 Papa Francesco fece la comparsa in Spartacus. Era quello sulla sinistra, in fondo.
Nel 1994 Papa Francesco vinse uno scooter Honda terminando, con una sola mano, il videogioco Sonic sul Sega Master Sistem II
Nel 1992 si ubriacò con dodici bicchierini di limoncello
Nel 2003 si calò dal campanile di una chiesa vestito da befana
Il 7 e 8 gennaio 2014 Papa Francesco ha visto, senza mai proferire parola, la serie tv di Rai Uno “Gli anni spezzati”. Pare poi si sia allontanato di qualche centinaio di metri dalla Santa Sede, per cacciare un urlo lancinante stile Fantozzi che si martella il pollice nella scena del campeggio.
lunedì 6 gennaio 2014
"Il segreto" - Anticipazioni dal 6 al 10 gennaio
La telenovela Il Segreto presenta, nelle seguenti anticipazioni sulle trame dal 6 al 10 gennaio, sorprendenti novità sulla triste vicenda del piccolo Martin il poliglotta e dei risvolti che avrà sull’amore tra Pepa e Tristan (ma soprattutto Pepa e il suo ridicolo nome). Per gli altri personaggi, comunque, non mancheranno i colpi di scena e amici dai nomi buffi.
I due giovani amanti Pepa e Tristan
avranno delle brutte sorprese circa la scomparsa di Martin il
poliglotta, quando verrà ritrovata la giacca del piccolo nella gola
di un lupo e tutti penseranno al peggio. Ma Tristan ricorda a Pepa
che la giacca la comprò ai saldi, quindi fecero comunque un piccolo
sospiro di sollievo. Pepa non vorrà crederci e sconvolta, inizierà
a litigare con Tristan, che rincarerà la dose chiamandola peppa Pig
per ripicca, compromettendo così il loro rapporto specialmente
quando l’uomo si confiderà della cosa con la dottoressa Casas.
Pepa comunque cercherà di farsene una ragione e durante la
commemorazione del piccolo Martin si lascerà andare a sconvolgenti
rivelazioni, tipo quella che fin'ora tutti hanno dei nomi ridicoli.
Donna Francisca, alle prese coi
problemi di gonorrea ma anche con Pedro che la deluderà a letto
presentandosi in calzini neri e canotta bianca (a lei dedicata),
scoprirà che in paese è arrivato un certo Olmo, un misterioso
compratore, e cercherà di farselo amico mostrandogli le poppe in
penombra. Olmo, alla vista delle poppe non ragiona più e compra
vicolo Corto pagandolo come parco della Vittoria. Tra gli altri
personaggi della telenovela il Segreto spicca la
vicenda di Raimundo, accusato da un certo Eulaio di non essere il
padre di Emilia, bensì la madre. Soledad, invece, presenterà a
Ramiro i suoi numerosi fratelli e tutti insieme si faranno una canna
al suono di un brano suonato da loro stessi. I famosi Fratelli di
Soledad.
venerdì 20 dicembre 2013
Sulla punta della lingua, ovvero: I titoli dei film che non ricordate, arronzati alla meglio per far capire di che film si tratta
Il cinema è una gran bella cosa e
ancor più lo sono i film e ancor più lo sono i titoli dei film. Ci
sono dei titoli però che proprio non mi entrano in testa e ogni
volta sbaglio a pronunciarli.
Metti ad esempio il film di Martin
Scorsese “Hugo Cabret” che quando ho comprato il bluray 3D e
dovevo chiederlo all'esercente ho sparato vari nomi prima di
azzeccarlo. Parte quindi da oggi una nuova rubrica. I titoli dei film
che non ricordate, arronzati alla meglio per far capire di che film
si tratta.
HUGO CABRET di Martin Scorsese
(Hugo)
Ugò caprétt
Ugo e la capretta magica in 3D
Victor Hugo
You go cabré
Sugo di capra
Ugo Cabrè
Ugò Cabré alla fermata dell'autobus
Quello di Scorsese in 3D
La città incantata
La città incazzata di Miyazaki
Arancia meccanica
Mela cotogna
Banana flambè
Banana flambè
Il nome della rosa
In nome della Rosa
"Il nome della Rosa?" - "Rosa"
In nome della legge
"Il nome della Rosa?" - "Rosa"
In nome della legge
Pomodori verdi fritti alla fermata
del treno
Facioli alla scoreggiona nel letto di
mia nonna
Heat. La sfida
Eat. La cena
Mulholland drive
Mullolan dry
Muller
Island Empire
Quello di David Linch che non si capisce un cazzo
SAW L'enigmista
SUV il fuoripista
SOAP l'igienista
SOUP la zuppa giapponese
Chi sei? So' l'enigmista
Cattivissimo me
Il cartone dello stronzo incommensurabile
lunedì 2 dicembre 2013
Contributi d'autore (il video)
.
Durante la scorsa edizione di PiùLibriPiùLiberi, fiera della piccola e media editoria tenutasi a Roma nel dicembre 2012, Carolina Cutolo (Scrittori in Causa) e Andrea Coffami (Scrittori precari) hanno realizzato una serie di interviste a editori, tutti (o quasi) a pagamento, a proposito della discutibile prassi di mettere il rischio imprenditoriale sulle spalle degli autori chiedendo contributi economici alla pubblicazione.
Il video che segue, raccoglie le argomentazioni con le quali gli editori giustificano una prassi palesemente in contrasto con l’art. 118 della legge sul Diritto d’autore (633/1941), che definisce il contratto di edizione come “Il contratto con il quale l’autore concede ad un editore l’esercizio del diritto di pubblicare per le stampe, PER CONTO E A SPESE DELL’EDITORE STESSO, l’opera dell’ingegno”.
Il video che segue, raccoglie le argomentazioni con le quali gli editori giustificano una prassi palesemente in contrasto con l’art. 118 della legge sul Diritto d’autore (633/1941), che definisce il contratto di edizione come “Il contratto con il quale l’autore concede ad un editore l’esercizio del diritto di pubblicare per le stampe, PER CONTO E A SPESE DELL’EDITORE STESSO, l’opera dell’ingegno”.
mercoledì 20 novembre 2013
Masterpiece e i nuovi format letterari della Rai
Dai, diciamocelo: Masterpiece è
una figata pazzesca. Un programma totalmente surreale che nemmeno i
Monty Phyton e Maccio Capatonda sarebbero riusciti a immaginare.
Sembra la caricatura del format di uno dei tanti talent show in onda
nelle tv generalistiche. Lo amo alla follia. E sono serissimo!
Recensione di Masterpiece: Casi umani di
ogni età che scrivono romanzi invece che andare dallo psichiatra
(del resto se non sei un caso umano che cazzo scrivi a fare?).
Massimo Coppola e la sua irresistibile allegria intellettuale. Il
giurato che tenta di arrabbiarsi come fosse Gordon Ramsay che
assaggia una polpetta al sapore di merda. Riprese devo dire molto
fighe (un misto tra stile mtv, Garrone e Real Time ma con un pizzico
di clima da silenzio da biblioteca). Prove dei concorrenti senza
l'utilizzo di uova e farina. Format già visto ma che secondo me
funziona e annulla totalmente la letteratura, tanto da esaltare la
retorica dello scrittore, rendendola piatta al livello di un cartone
animato per bambini visto da un ottantenne. In buona sostanza: Amo
questo programma senza se e senza ma. Lunga vita al re e dio salvi la
regina.
Sull'onda del successo mediatico di
Masterpiece (che ha portato ben il 5% di share su Rai3) sono già
pronti nuovi format tv, dove la letteratura farà da padrona, la
scrittura da serva e la lettura da schiava.
“Leggendo con le stelle”
Personaggi famosi ormai in declino e
vicini alla morte psicofisica, leggeranno brani dei classici della
letteratura russa mentre saranno intenti nel ballare la samba o il
valzer. Una giuria di ex calciatori zoppi giudicherà le loro
esibizioni.
“Tale e quale”
Amadeus, Marco Baldini, la figlia di
Claudio Villa e Gabriele Cirilli si maschereranno da Italo Svevo,
Alessandro Manzoni, Pulsatilla e Stephen King riscrivendo in diretta
le pagine dei loro maggiori successi. Presenta in studio Carlo Conti
vestito da Dante con tanto di alloro in testa. Giudici di gara:
Loretta Goggi, Giorgio Faletti e quella di Cinquanta sfumature di
grigio col traduttore bono e omosessuale soprannominato
simpaticamente da Cirilli ”tre alla volta”.
“Superclassifica Show”
Il dj Super X presenta la top 50 dei
libri più letti in Italia a suon di musica house. Purtroppo la
classifica partirà dalla trentottesima posizione e sarà
sponsorizzata dalle Edizioni Il Filo.
“Editors a tutti i costi”
Cinque editors omosessuali modellano a
loro piacimento il romanzo sciatto e retorico del concorrente in
gara. Un viaggio attraverso correzioni di bozze, refusi, errori
grammaticali e impaginazioni sballate, fino alla pubblicazione del
libro. Riuscirà il concorrente a pubblicare il suo romanzo
rivolgendosi esclusivamente a editori No EAP, senza ricorrere alla
facilitazione dell'editoria a pagamento? Potrà pubblicarlo in Italia
o sarà costretto ad arrivare fino a Pechino?
“Io leggo”
Piccoli bambini reciteranno poesie e
filastrocche assistiti da personaggi famosi. Nella prima puntata la
piccola Francesca di soli sei anni declamerà i testi erotici di
Salvatore Di Giacomo, assistita da Federico Salvatore. La giuria sarà
composta da Pippo Baudo, Sandra Milo e Carmine Schiavone in
collegamento da un luogo segreto nei pressi di Gaeta.
“Uomini e donne”
Aspiranti scrittrici e scrittori si
conoscono in studio, si studiano, si inviano lettere d'amore, escono
insieme per un aperitivo, partecipano a reading, parlano di
letteratura e alla fine scopano in uno squallido motel, per poi
confessare che amano scrivere esclusivamente per rimorchiare.
“Le piccole differenze”
Politica e poesia si miscelano in
questo nuovo format tv dove vengono analizzate le vite dei politici
italiani che contemporaneamente hanno fatto la storia della
letteratura. Nella prima puntata Filippo Tommaso Marinetti a
confronto con Sandro Bondi. Ci sono differenze stilistiche? Quali?
Entrambi amano le donne ma entrambi leccano il culo al loro capo. E'
solo questo che li accomuna? “Le piccole differenze”: Poesie
immortali scritte da uomini mortali (il primo è andato, attendiamo
Bondi ora).
“Misteri”
Puntata speciale per capire come mai i
libri di Fabio Volo e Bruno Vespa risultano essere i più venduti in
Italia. Perché le librerie inondano con pile di libri le vetrine e i
percorsi tra i vari scaffali? Interviste speciali, servizi mozzafiato
e cani che pisciano nei parchi. Inoltre: una banda di rapinatori che
utilizza l'arma del reading per addormentare le vittime e derubarle.
E' il prezzo della cultura o è una truffa? E voi, al loro posto cosa
avreste fatto? Amanda, 24 anni di Torino si eccita solo leggendo
libri di Umberto Eco. Cosa c'è che non funziona nella sua vagina?
Un'intervista esclusiva alle sue grandi labbra. Domenica su Italia
Uno.domenica 3 novembre 2013
venerdì 13 settembre 2013
Papa Francesco al centro sociale Intifada
"Riteniamo essere mature le condizioni per un incontro pubblico. Vorremmo invitarVi a incontrare la Comunità del nostro territorio". A scrivere è il centro sociale Intifada, mentre il destinatario dell'invito è papa Francesco. "Vi esprimiamo l'ammirazione e il rispetto che ha suscitato in noi l'operato che state svolgendo. Le Vostre dichiarazioni, i gesti che avete compiuto sino ad oggi, hanno ridestato la nostra attenzione nei confronti dell'operato della Chiesa, dal quale ci sentivamo estranei e lontani (...) La nostra laicità e i nostri valori ci permettono di inoltrarVi questo invito. Restiamo in attesa di un Suo riscontro".
Bene, non vedo l'ora di vedere Roma tappezzata da questi poster
Bene, non vedo l'ora di vedere Roma tappezzata da questi poster
mercoledì 28 agosto 2013
Il paese di Bengodi
Sei nel silenzio di un sasso,
mentre martelli lo stesso il tuo ritmo
lascio e non raddoppio,
come l'oppio in una cartina di Roma
buona salsa in salamoia,
se deve morire muoia il senso di colpa
con tutti i figli suoi
con tutti i fogli sparsi per il mondo.
In fondo in fondo siamo in un pozzo
ci siam persi nel buio di uno stagno
che descrivono come un mare di opportunità,
ma alla tua età sei già anziano e se ti ringrazieranno,
ti daranno al massimo un anno di lavoro
senza contributi, tu ti abitui ma ci vogliono muti,
sudi ma i ludi sono finiti da un pezzo
altro che amico, ci vorrebbe un attrezzo.
continuo e chiedo un passaggio fino allo stretto di una cruna,
la duna col vento rimarrà sempre lontana,
è un'altalena a volte vuota,
a volte dove ci sta seduta una donna anziana
al sesto mese di gravidanza che incurante danza.
Dal libro di poesie "NE PRENDO ATTO" di Angelo Zabaglio e Andrea Coffami (Bel-Ami Edizioni 2013)
domenica 25 agosto 2013
Il corvo parlante
Cosa diavolo sta dicendo il corvo malefico? Scoprilo e invia la risposta a angelozabaglio@libero.it
se ci hai azzeccato vinci una cosa.
domenica 28 luglio 2013
Adolf Hitler in Real Time
Ovvero: Se Adolf Hitler avesse trovato un produttore, il mondo avrebbe conosciuto il dramma dell'olocausto? Ci risponde in studio Giuseppe Nori, autore del saggio "Hitler in Tempo reale" edito da Fangando.
venerdì 26 luglio 2013
Diffidare ancora dalle imitazioni
Allora,
cosa accade di nuovo?! Accade che nel suddetto BLOG e in
contemporanea sulla mia pagina di FANPAGE, in data 18 aprile 2013
pubblicai una nuova supercazzola in stile “La rotta verso casa” (leggi la pagina Diffidare dalle imitazioni) anticipando questa volta la preparazione del nuovo film di Quentin Tarantino che avrebbe avuto come protagonisti Lino Banfi, Pippo Franco, Edwige Fenech e altre
star della commedia sexy all'italiana.
Ma
cosa accade?! Accade che l'articolo (rimanipolato dal
giornalista di Libero,
Giovanni Luca Montanino) appare anche su DAGOSPIA
e stile valanga la voce si sparge in rete.
Questa volta, a differenza dell'articolo che scrissi per Pupi Avati che mi causò una diffida con conseguente pagamento di eventuali spese processuali per i “gravi danni causati” e un po' di coliche nervose, ho inserito il mio scoop/bufala nella sezione “Le azioni di cita”.
Un po' come le scritte in minuscolo sotto gli spot dei farmaci, chi cliccherà sulle note legali leggerà quanto segue: “Chiarisco espressamente e formalmente che tutte le notizie inerenti alle sezioni "Le azioni di cita" sono frutto di una mia pura invenzione, nonché prive di qualsivoglia fondamento fattuale. Ogni riferimento a fatti, persone, cose e luoghi esistenti è da considerarsi puramente casuale e al fine umoristico e satirico”.
Un po' come le scritte in minuscolo sotto gli spot dei farmaci, chi cliccherà sulle note legali leggerà quanto segue: “Chiarisco espressamente e formalmente che tutte le notizie inerenti alle sezioni "Le azioni di cita" sono frutto di una mia pura invenzione, nonché prive di qualsivoglia fondamento fattuale. Ogni riferimento a fatti, persone, cose e luoghi esistenti è da considerarsi puramente casuale e al fine umoristico e satirico”.
Evidentemente il giornalista di Libero non ha letto questa pagina, ma se anche fosse, se anche avesse letto il mio articolo su fanpage, avrebbe dovuto comunque accertarsi della veridicità della fonte. Sulla pagina c'è il mio contatto facebook, il mio indirizzo e-mail. Insomma se avesse voluto, avrebbe potuto contattarmi e gli avrei detto. “Ma guarda che è una bufala! Pensi veramente che Quentin Tarantino abbia detto quelle frasi?”.
È come se io leggessi un articolo di Tizio Sempronio sulla condanna di Berlusconi a 6 anni di lavori socialmente utili, ricopiassi parte dell'articolo e poi pubblicassi l'articolo su un altro giornale. Un po' assurdo. Non trovate?
Fatto è che altri “giornalisti”
riprendono la notizia, ormai creduta vera perché apparsa su fonti
attendibili, e su quella si basano per riscrivere i loro articoli. Rubano frasi, dichiarazioni, indiscrezioni; anche TISCALI
ne fa un articolo, a seguire TODAY e da Today si passa al sito LinoBanfi.com e pare che la notizia l'abbia sentita anche mio padre in tv all'interno
di qualche talk show serale (ma questa fonte è da verificare, anche perché mio padre non ci sente più tanto bene).
La
voce si allarga a macchia d'olio e in Germania, in Spagna e in Italia
i gruppi e i forum di cinema riportano la notizia e si discute
sull'evento, sul chi, sul come e sul quando. Addirittura parte una petizione
per avere Lino Banfi come protagonista del nuovo film di Tarantino. Se mai dovesse accadere come minimo voglio un "porcaputtena" personalizzato come ringraziamento.
Perciò, dopo tutto questo tamtam, ho sentito di dover scrivere questo post
per quattro buoni motivi.
Il
primo
è per ribadire il mio amore verso il cinema e verso le vittime dei
miei scherzi. Queste burle telematiche sono omaggi e gesti d'affetto verso chi stimo e chi, con il proprio lavoro mi ha regalato emozioni.
Il
secondo motivo in parte è per pararmi il culo perché non voglio rivivere un caso “Pupi
Avati 2 - il ritorno delle diffide perdute” e quindi ribadisco con maggior chiarezza che si era trattato di una simpatica burla.
Il
terzo motivo
è perché un po' inizia a darmi noia che alcuni giornalisti
"rubino" dalla mia fonte le frasi che avevo messo in bocca ai miei
attori, senza citarne la fonte. E quindi, assumendomene le
responsabilità, dichiaro la paternità del finto scoop.
Quarto
e
ultimo motivo è per evidenziare per l'ennesima volta che l'informazione,
soprattutto in rete ha delle falle non piccolissime. Questo
non vuol dire avere “sfiducia” nel mezzo internet e nel giornalismo, ma contro ogni tipo di indottrinamento, stimolare una propria ricerca verso la conoscenza e la verità dei fatti.
Angelo
Zabaglio
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